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PABLO NERUDA

ultimo aggiornamento 10/02/03

 

ABBIAMO PERSO ANCORA...   

Abbiamo perso ancora questo crepuscolo.
Nessuno ci vide questa sera con le mani unite
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.

Dalla mia finestra ho visto
la festa del tramonto sopra i colli lontani.

A volte come una moneta
s'accendeva un pezzo di sole tra le mie mani.

Io ti ricordavo con l'anima stretta
da quella tristezza che tu mi conosci.

Allora dove eri?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perchè mi verrà di colpo tutto l'amore
quando mi sento triste, e ti sento lontana?

Il libro che sempre si prende nel crepuscolo è caduto,
e il mio mantello è rotolato ai miei piedi come un cane ferito.

Sempre, sempre ti allontani nelle sere
là dove corre il crepuscolo cancellando statue.

P.Neruda

 
MI PIACI QUANDO TACI...   

Mi piaci quando taci perchè sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti siano volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poichè tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piena dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla tubante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perchè sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.

P.Neruda

 
IL TUO SORRISO   

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo riso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo riso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi perchè il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore
voglio il tuo sorriso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perchè io ne morirei.

P.Neruda

 
FORSE NON ESSERE E' ESSERE   

Forse non essere è   essere senza che tu sia,
senza che tu vada tagliando il mezzogiorno
come un fiore azzurro, senza che tu cammini
più tardi per la nebbia e i mattoni,

senza quella luce che tu rechi in mano
che forse altri non vedran dorata,
che forse nessuno seppe che cresceva
come l'origine rossa della rosa,

senza che tu sia, infine, senza che tu venissi
brusca, eccitante, a conoscere la mia vita,
raffica di roseto, frumento del vento,

e da allora sono perchè tu sei,
e da allora sei, sono e siamo,
e per amor sarò, sarai, saremo.

P.Neruda

 
NON T'AMO   

Non t'amo, se non perchè t'amo
e dall'amarti a non amarti giungo
e dall'attenderti quando non attendo
passa dal freddo al fuoco il mio cuore.

Ti amo solo perchè io ti amo,
senza fine io ti odio, e odiandoti ti prego,
e la misura del mio amor viandante
è non vederti e amarti come un cieco.

Forse consumerà la luce di gennaio,
il raggio crudo, il mio cuore puro,
rubandomi la chiave della calma.

In questa storia solo io muoio
e morirò d'amore perchè t'amo,
perchè t'amo, amore, a sangue e fuoco.

P.Neruda

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